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Profilo Biografico Enzo Marchetti

Enzo Marchetti è una delle figure maggiormente atipiche del panorama intellettuale e politico nell'area murgiana degli ultimi decenni. Il suo spirito libertario lo porta a scrollarsi di dosso lo stereotipo di intellettuale erudito di stampo borghese, rappresentando il connubio ideale fra la teoria e la prassi.  Nato l' 8 luglio del 1930, fin da giovanissimo si appassiona all' attività politica; conclusi gli studi liceali si iscrive nel 1949 al Partito Comunista Italiano, riuscendo a costituire un nutrito gruppo di giovani appassionati alle tematiche politiche locali, nazionali ed internazionali, abili e pronti al confronto  nelle elezioni amministrative del 1956, quando viene eletto Consigliere Comunale dove la sua determinazione a svolgere l’ attività politica come missione è dimostrata in diversi suoi interventi, sia riguardo situazioni di ordinaria amministrazione che problematiche scottanti e di primaria importanza. A causa dell’ invio di truppe sovietiche in Ungheria nel 1957, lascia il PCI e a dimostrazione della sua coerenza politica si dimette dalla carica di consigliere comunale. L’ uscita dal PCI non fa scemare l’ impegno e l’ interesse di Enzo Marchetti verso la res publica e le attività culturali. Infatti si cimenta in una nuova avventura diventando l’ organizzatore e animatore culturale del Circolo dei Professionisti di Gravina in Puglia. Tale circolo,  ha come fine l’ obiettivo di coinvolgere alla vita pubblica una nuova generazione di professionisti gravinesi, sensibilizzandoli alla riscoperta delle bellezze del patrimonio artistico della città e in tale prospettiva si organizzano eventi culturali e feste incentrate su tematiche specifiche. A sei anni dall’ uscita dal PCI, Enzo Marchetti, dopo una lunga opera di persuasione, si iscrive al PSI, nel momento in cui la sezione gravinese cerca l’apporto di nuove forze e nuovi esponenti per iniziare un nuovo corso politico.

Un’ esperienza politica, quella nelle file del PSI, proficua e duratura, che dura dal 1963 al 1983. In contemporanea con l’ esperienza nel PSI, dal 1966 al 1970 è consigliere d’  amministrazione della Fondazione Santomasi, ruolo di prestigio culturale nel quale si dedica con notevole impegno alla lungimirante prospettiva di creare un indotto di lavoro attorno al nodo della tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.  Sempre negli stessi anni, dal 1969 al 1976, partecipa all’ avventura giornalistica di Gravina Oggi (sono gli anni de "Il comprensorio turistico dell' Alta Murgia", in via di pubblicazione), una rivista caratterizzata da carattere militante, senso civico, spirito critico e anticonformismo.  Nel corso di questi anni di militanza nell’ area più a sinistra del Partito Socialista, ricopre diverse volte la carica di segretario cittadino, periodo nel quale la sezione gravinese raddoppia i propri consensi, passando dal 5% delle elezioni amministrative del 1964 al 10,5 % del 1970.  Dal 1970 al 1974 assume la carica di capogruppo del PSI in Consiglio Comunale dove si distingue per la sua moralità ineccepibile, per il suo lodevole impegno in favore dell’ambiente e lo sviluppo della Murgia e contro la speculazione edilizia. Il cursus honorum di Enzo Marchetti, lo porta a diventare un esponente riconosciuto a livello provinciale, considerato un esperto delle tematiche politiche legate all’ area murgiana. Nel 1973 entra a far parte del Direttivo Provinciale della Federazione Socialista della Terra di Bari come unico delegato della corrente “Sinistra Unitaria”.

Sempre nel 1973, è fra gli insegnanti fondatori del Movimento di Cooperazione Educativa a Gravina che porterà nell' 83 alla pubblicazione di "Quattro fiabe gravinesi raccolte da Felice Altieri". L' organizzazione  vuole svecchiare i metodi d’ insegnamento opponendosi alla struttura presente nella scuola italiana  cercando di favorire la libera espressività, creare le condizioni per i processi d’apprendimento,  privilegiare l’approccio per gruppi; garantire l’ istruzione a tutti, rendere la scuola un ambiente facilitante; facilitare la sperimentazione soprattutto nella scuola primaria e proporre l’ esperimento del tempo prolungato. Dall’ impegno del MCE scaturisce l’evento della Putè du prisce (bottega del gioco). Con questo esperimento, durante l’anno scolastico, si argina il fenomeno di emarginazione sociale e nel periodo estivo, grazie anche al lodevole contributo degli insegnanti elementari assunti dal Comune, si riesce a intrattenere in un luogo adatto i bambini, altrimenti costretti per strada o a seguire i genitori al lavoro nei campi.

Dopo aver concluso per conto del PSI, l’ incarico di Consigliere d’Amministrazione dell’ Ospedale Santa Maria del Piede, nell’ agosto 1983, nell’ assemblea di partito successiva all’ ottenimento della fiducia al primo governo guidato da Craxi, lascia definitivamente un partito nei cui ideali non riesce più a riconoscersi. Nei primi anni ottanta collabora con il Centro Studi Gravina e con la rivista Quaderni del Centro (Identità, spazio e sopruso) con l’ intento di occuparsi della cultura contadina, del folklore, della riscoperta delle tradizioni e del territorio. L’ attenzione al territorio lo porta ad essere protagonista del Coordinamento contro la militarizzazione della Murgia e fra gli ideatori del Parco della Pace.

L’ attività politica di Enzo Marchetti prosegue in maniera diversa con l’ esperimento dell’ ARCI gravinese, uno spazio politico-culturale che rappresenta non solo una trasposizione nell’ area murgiana dell’ esperienza romana dell’ Estate Romana ma è  la sintesi di esperienze precedenti come l’ MCE, la militanza nei partiti tradizionali, l’ adesione ai gruppi di riscoperta delle tradizioni popolari.  Esperienze che in questo gruppo trovano la giusta traduzione e lo sbocco sul piano politico e culturale. In quota ARCI partecipa alle elezioni amministrative del 1983 e del 1989 come indipendente nelle liste del PCI e successivamente entra a far parte del movimento ecologista dei Verdi, nei quali militerà da pacifista fino al 1999, quando nel partito si crea la corrente ecopacifista contraria all’ intervento militare del governo italiano in Kosovo. In questa esperienza ecopacifista si occupa della stesura di una delle Sette tesi per cambiare i Verdi (e la vita), presentate dai Verdi Contro la Guerra al Congresso straordinario del luglio 1999.  La svolta movimentista della segreteria di Rifondazione Comunista porta una parte degli scontenti e dei delusi dall’ esperienza dei Verdi, inclusa Laura Marchetti, ad aderire a Rifondazione Comunista. Il professor Marchetti, da semplice militante, ritrova nel partito guidato da Bertinotti l’ essenza libertaria che lo ha sempre spinto a dedicarsi all’ attività politica e che non ritrovava più nell’ esperienza dei Verdi.  La partecipazione di Enzo Marchetti all’ interno di Rifondazione Comunista risulta però differente rispetto alle esperienze passate, assume un ruolo più defilato anche a causa della scelta non indolore  di aver lasciato i Verdi, chiudendo quel ciclo politico durato un decennio, in maniera brusca, anticipando anche le successive scelte di politica nazionale. Negli ultimi anni di vita preferisce coltivare  i suoi svariati interessi culturali, che variano dalla politica alla filosofia, dalla psicanalisi all’ antropologia, dall’ archeologia all’ ecologia,  essenziali per comprendere la vita sociale.

Da vero zoon politikòn riesce a correlare i propri studi, apparentemente distanti fra loro, con l’ attività politica, perseguendo il fine nobile della ricerca di uno sviluppo sostenibile che non deturpi e snaturi i luoghi originari, la sua città, come ogni altra città della Madre Terra.  Negli ultimi anni della propria vita si concentra maggiormente nell’ attività di studio della filosofia e della psicoanalisi, con la pubblicazione di diversi libri; fra i quali ricordiamo: Spazio e tempo nell’ ecologia dell’io nel volume collettaneo La madre, il gioco, la terra edito da Laterza nel 1992; Dora e il drago. Strutture archetipiche e psicoanalisi applicata pubblicato da Schena nel 1993Il lato oscuro dell' acqua nella tempesta, Palomar 2003Solleva la schiena curva, lotte contadine, sfide culturali e classe dirigente in una comunità del sud 1945 - 1995 (con O. Petrara), il Grillo Editore, 2005Fiaba, mito, rito, strutture alla luce della psicoanalisi (con L. Barone), Palomar, 2008. Nel 2004, Enzo Marchetti riceve un riconoscimento nazionale per il suo saggio L’ uomo che dava la caccia ai mammuth, con il quale ottiene il terzo posto nel “Premio Notarianni”; premio promosso da il Manifesto e da Legambiente. Il lavoro di Marchetti viene scelto da una giuria prestigiosa composta da Mario Agostinelli, Roberta Carlini, Giuseppe Chiarante, Marcello Cini, Roberto Della Seta, Ansano Giannarelli, Giorgio Lunghini, Massimo Pinchera, Gabriele Polo, Rossana Rossanda, Aldo Tortorella e viene inserito nel volume edito da Manifesto libri, intitolato La società in trasformazione. L’ ultima sua opera,  De te fabula narratur, edito da Aracne Editrice (Roma, 2014), è un lavoro nel quale approfondisce il tema del rapporto fra la fiaba e la politica, cercando nella fiaba « una via nuova di accesso al politico di cui presente la catastrofe» , un vero e proprio testamento intellettuale visto che il 23 gennaio del 2014, Enzo Marchetti, si spegne  stroncato da un malore improvviso (lasciando 5 opere inedite in via di pubblicazione), dopo essersi recato come ogni giorno in edicola ad acquistare i suoi “soliti” 6 quotidiani di opinioni diversi, con i quali era solito informarsi.  Nella sua lunga vita Enzo Marchetti ha cercato soprattutto di generare interesse per il sapere, sia nei tanti studenti che ha accompagnato nella sua carriera da professore, sia nei diversi interlocutori incontrati nella sua vita vissuta “in piazza”, un luogo sia fisico, visto che era facile incontrarlo lì, che filosofico, con un richiamo voluto all’ agorà greca.

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